La Belle Époque, divagazioni tra Manet e Baudelaire.

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Bevitore di assenzio, 1859, olio su tela.

La Belle Époque, un luogo dell’anima e dello spirito. Un periodo storico durato circa quarant’anni, dalla fine della guerra franco-prussiana del 1870 sino alla deflagrazione della Prima Guerra Mondiale…una stagione caratterizzata tanto dall’indubbio progresso economico e scientifico quanto da tutte le lacerazioni che questo, il progresso violento, provoca nell’animo dell’uomo. Torsioni sullo spirito, ferite…domande e ricerche affannose di risposte possibili e plausibili…sull’orlo del precipizio il cambiamento….E l’arte che si tinge di questo vagabondare inquieto dello spirito. Ecco allora come la Belle Époque sia anche Manet, con la sua pittura, e Baudelaire, il poeta dell’estetica e dell’inquietudine. E il loro incontro a Parigi, riassunto di un mondo…un incontro…un dipinto, il Bevitore di assenzio, il primo esposto da un giovanissimo Manet…e i versi del poeta dello spleen

                      Inebriatevi

Occorre sempre essere ebbri.

Tutto sta lì:

è l’unica questione.

Per non sentire

l’orribile fardello del Tempo

che vi spezza le spalle

e v’inchina verso terra,

dovete inebriarvi senza tregua.

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