Tempi nuovi

Crocifissione bianca, Marc Chagall, 1938.
Crocifissione bianca, Marc Chagall, 1938.

Tempi nuovi vanno annunciandosi in questo tempo di attesa che viviamo stancamente. Tempi colmi e gravidi di cattivi presagi. Il tempo, oggi, come l’annunciarsi di un temporale estivo, nella calura umidiccia di agosto. Il cielo in lontananza che assume, dapprima lentamente e poi impetuosamente, i colori della notte. Anche quel poco di aria che rendeva meno problematica la respirazione, e portava un po’ di refrigerio e consolazione, viene progressivamente meno. E l’attesa. Come d’incanto tutto pare arrestare il suo incedere…è un attimo. E l’anticipazione del temporale. Del furore cieco e violento che arriverà ad abbattersi sui nostri capi impauriti. Una punizione per chi non crede di avere colpe. E i nostri vecchi che, nei tempi andati, nei cortili dei cascinali ponevano a terra bastoni a fare il simbolo della croce per placare il destino e allontanare il male. La fame e la miseria di un raccolto distrutto dalla grandine e dalla furia cieca dell’acqua. Ecco, i tempi attuali sono i tempi in cui le prime gocce del temporale iniziano a rigare i volti e ci fanno correre in casa…la povertà e la miseria del fine mese per chi ha un lavoro, la disperazione per chi lo cerca inutilmente. E le gocce cadono lentamente. La finanza criminale che dissangua intere nazioni distruggendo il futuro di generazioni che oggi muovono i primi incerti passi. Guerre. La nuova peste dell’internazionalismo islamico che muove il suo furore cieco e ignorante alla società occidentale. Spegnere la candela dei Lumi in nome di Allah, mozzando teste e assassinando innocenti. Tempi grami si vanno annunciando…e il pensiero corre ai dipinti di Chagall…in particolar modo a quelli realizzati negli anni del secondo conflitto mondiale. Quadri in cui i colori del dolore, la rappresentazione medesima del dolore non ha certo bisogno di interpretazioni. In quelle tele la ricerca, la realizzazione, la trasposizione del sentire vissuto dal pittore ebreo russo è fissata irreparabilmente. Ecco spiegata la forza racchiusa nella Crocifissione bianca, opera tra le preferite dell’attuale pontefice, Papa Francesco. La cultura giudaico cristiana è sulla croce…il Cristo coperto dal tallit, scialle rituale da preghiera del popolo ebraico, rappresenta la nostra concezione della vita, i suoi valori, messa a prova dalla barbarie nazista e comunista…totalitarismi che, in nome e per conto dell’ideologia, mettevano a morte innocenti come agnelli pasquali. Immolati al demone del pensiero di sen fuggito all’uomo. Ed oggi, tempi nuovi che ricordano tempi andati…tempi in cui la salvezza si materializzò grazie a chi non si chiuse in casa, nell’attesa che il temporale si diradasse, ma, mettendosi la cerata, uscì ad affrontare la vita ed i suoi terribili miasmi. Tempi nuovi di coraggio andato.     

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