Tutti a casa, Luigi Comencini

Alberto Sordi e Serge Reggiani in una scena del film.
Alberto Sordi e Serge Reggiani

Raccontare su pellicola l’8 settembre del 1943 – e le tre settimane che seguirono – mettendo in scena il de profundis delle istituzioni dello stato liberale e del regime fascista. O, più semplicemente, la via cinematografica alla morte della patria. Ecco, questo è Tutti a casa. Una pellicola che racconta, attraverso un viaggio dal nord al sud della Penisola, un crollo – lo stato e il regime che collassano dopo l’armistizio – ed una presa di coscienza – quella che ha permesso la realizzazione di quel Secondo Risorgimento che è stata la Resistenza al nazifascismo. Il viaggio, nuovamente inteso tanto come atto concreto quanto come percorso intimo di liberazione dalla costrizione.

Tutti a casa è anche la superba regia di Luigi Comencini accompagnata dalla magistrale interpretazione di Alberto Sordi, maschera per eccellenza e prototipo dell’arcitaliano , entrambi premiati in questa circostanza con il David di Donatello, che contribuirono a rendere, grazie alla loro sapiente arte, indispensabile la visione di Tutti a casa quale opera fondamentale per comprendere appieno cosa sia stato l’8 settembre. La letteratura, certo, la memorialistica, anche, ma una riflessione compiuta sulla morte della patria non può fare a meno dell’opera di Comencini. La potenza visiva ed evocativa delle immagini. Le città distrutte, la fame e la miseria, l’assenza di una qualsivoglia forma organizzata di istituzione, la fuga della popolazione dalla guerra e dalle rappresaglie messe in atto dai nazisti e dall’esercito tedesco.

Un affresco in bianco e nero che ci racconta come la storia…

siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere,
tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi,
siamo noi questo piatto di grano.    

 

 

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