Un giorno questo calcio sarà tuo, Fulvio Paglialunga

Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio. Jorge Luis Borges

Raccontare di calcio non è mai compito facile. È l’addentrarsi in un gioco, in uno sport, e cercare di far emergere il suo rapporto con la natura umana e con il senso e la ricerca di senso che è compito delicato. Facile smarrirsi nel banale, il già detto, o inerpicarsi in escursioni e costruzioni letterarie senza ritorno. Raccontare di un gioco, come detto, non è semplice. È molto più complicato avventurarsi su un campo da gioco senza scarpini e maglietta, ma con in mano un foglio ed una matita. Ecco, Fulvio Paglialunga, giovane scrittore tarantino, ha vinto la sua partita portandosi appresso, nella sacca, matita e foglio. Il suo libro Un giorno questo calcio sarà tuo è in primo luogo una storia di sentimenti, un’educazione sentimentale, di quel rapporto unico e speciale tra padre e figlio. Poi certo, c’è il calcio, ma viene dopo, si trova un passo indietro. Una storia di storie raccontata così bene, delicatamente, in cui l’elemento pallone e gioco passa quasi in secondo piano. È lo sfondo, lo strumento, che alcuni padri e figli, noti e meno noti al grande pubblico, hanno utilizzato e utilizzano per conoscersi e per dare sostanza al loro rapporto. Per caratterizzarlo ed imprimere quell’unicità mai riproducibile che unisce un padre ad un figlio. Per sempre. E allora ecco che il gioco del calcio diventa attore protagonista, adesso sì, nel creare una specifica identità tra padre e figlio. Diventa segno, cifra, che caratterizza in profondità la storia di questi due uomini. Perché saranno per sempre padre e figlio, a dispetto del tempo che scorre e scorre impunemente. Il gioco irrora e rinvigorisce questo rapporto, contribuendo a renderlo speciale, un po’ più ricco ed intimo di quella intimità che si trova, per noi giocatori perditempo quarantenni, nei piccoli gesti del prepararsi per andare insieme allo stadio. Ricco di quei colori e suoni ed emozioni, elementi chimici e precipitati ultimi del ribollire passionale di un stadio di calcio.

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