Mese: aprile 2015

Alabarde alabarde, José Saramago.

Un’idea, una storia da raccontare come ad aggrapparsi alla vita che lentamente scivola via a causa della malattia. Un’ultima forma di resistenza, civile ed etica. Testimoniare. Ecco, Alabarde alabarde è tutto questo e di più ancora, un’opera incompiuta, l’ultimo romanzo di José Saramago. La… Continua a leggere

Smith&Wesson, Alessandro Baricco.

Un testo teatrale per celebrare vent’anni. Venti anni da ricordare e, in qualche modo omaggiare, per lo scrittore torinese Alessandro Baricco. Già, ma vent’anni da quale evento e cosa – in concreto – omaggiare? Ecco, lo scorso autunno ricorrevano i vent’anni dalla… Continua a leggere

Aldo dice 26 x 1. È giunta l’ora dell’insurrezione generale.

Testo del telegramma diffuso dal Clnai indicante il giorno [26] e l’ora [1 di notte] in cui dare inizio all’insurrezione A tutti i comandi zona. Comunicasi il seguente telegramma: ALDO DICE 26 x 1 Stop Nemico in crisi finale Stop Applicate piano… Continua a leggere

Matrix, il palloncino e la depressione. Fanculo. 

  Morpheus che ci porge di fronte alla scelta, pillola rossa o pillola azzurra…la presunta quiete dell’accettazione del presente o gettarsi a capofitto per scoprire quanto sia profonda la tana del bianconiglio. La verità e la sua ricerca come antidoto alla depressione, male… Continua a leggere

In memoria di Eduardo Galeano, cantore della Maiuscola America e del gioco del calcio.

Il calcio, raccontato da Eduardo Galeano…ecco l’incipit di Splendori e miserie del gioco del calcio. La storia del calcio è un triste viaggio dal piacere al dovere. A mano a mano che lo sport si è fatto industria, è andato perdendo la… Continua a leggere

Sottomissione, Michel Houellebecq.

   Un libro contraddittorio. Avrebbe potuto e non è stato. Un’opera monca. A tratti ovvio e banale. Debole nella scrittura. In altre pagine, al contrario, e penso all’indagine introspettiva del protagonista che pare rappresentare  l’umanità dolente e vuota dell’Occidente, alto e notevole,… Continua a leggere

Tempi moderni. Tra Pasolini, Saviano e Maria de Filippi.

  Beati coloro che non hanno l’opportunità di ascoltare i monologhi di Saviano. Lo so, detta così suona male…politicamente non corretta…pare il corsivo un pelo irridente e corrosivo di un commentatore di Libero o de il Giornale…non è così, non vuol essere così e… Continua a leggere